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mar 4 mag 2021
Bertinotti in camerino

Non ho mai raccontato compiutamente quella sera che, nel mio camerino del Piccolo a Milano, più precisamente al Melato, entrò l'onorevole Bertinotti. Sì proprio lui, Fausto Bertinotti. Adesso su fb, leghisti e destrorsi mi daranno del comunista perché non sanno fare altro, ma andò così. Mi stavo cambiando a fine spettacolo ("Avevo un bel pallone rosso" di Angela Dematté, teatro di Lugano, regia di Carmelo Rifici) ero davanti allo specchio, al tavolino con le mie cose rimuginando dentro di me, come faccio sempre, l'andamento della recita appena finita. C'era stato, ricordo, un piccolo guaio sulla musica verso la fine, niente di grave, ma sono quei dettagli che ti fanno invocare la perfezione che non ci sarà mai. Comunque il bello spazio dedicato a Mariangela Melato era pieno e il pubblico aveva applaudito a lungo dopo il commovente finale. Con me Nicoletta, sempre vicina a darmi man forte, che mi diceva il suo parere. In quel momento entra bruscamente un tipo abbastanza giovane che, affannato, dice che l'onorevole Bertinotti vorrebbe salutarmi.
Nicoletta ed io ci scambiamo uno sguardo fugace come un grosso punto di domanda e al giovane rispondo
"Che venga pure... chi ha detto scusi?"
"L'onorevole Bertinotti."

"Ecco...già... che venga!"

Di lì a qualche istante entrano Bertinotti e signora più uno o due amici. E' proprio lui: mi stringe la mano con entrambe le sue e nei miei confronti dice un sacco di belle cose. Non me le ricordo per l'emozione che provavo in quel momento a trovarmi davanti un personaggio che, al di là di qualsiasi credo politico, è stato uno degli uomini politici più attivi negli anni passati. Fausto Bertinotti dice di essere commosso, i suoi occhi azzurri sono umidi (nel finale riuscivo a commuovermi anch'io in scena) e mi augura di avere sempre più successo nel mio lavoro. Proprio così, questo me lo ricordo bene, più del resto. Mi pare di aver balbettato dei ringraziamenti e basta, con Nicoletta sorridente e luminosa accanto a me. Né io né lei, purtroppo, abbiamo avuto la prontezza di spirito di pensare ad una foto. Peccato. Ora rimpiango di non averlo fatto, ma è' stato bello lostesso.

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