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lun 7 nov 2022
Il giornalino di Gian Burrasca

LA DEA CALDAIA



(datato il 5 novembre scorso. Ora, fatti i divini sacrifici, tutto funziona)

Per avere un po' di riscaldamento in una casa che comincia ad esser fredda -secondo una regola inventata non si sa bene da chi- bisognerebbe che almeno due inquilini ne facessero gentile richiesta. Pertanto io dovrei mettermi d'accordo almeno con un altro freddoloso, per mendicare un po' di tepore alla Divina Caldaia. Gli altri, o perché sono calorosi di per se stessi, oppure solo avari, o perché foderati di lardo come le marmotte, o in quanto vogliono risparmiare da oculati membri dell'umanità, se ne stanno zitti. O se ne fottono che è la stessa cosa. Quindi io e un altro pinguino dovremmo farli brontolare (che vada bene) perché manomettiamo la loro preziosa bolletta in quanto inadatti al clima del pianeta.
E' un ottimo sistema pure questo per incrinare quella (poca) armonia che già vige in una società minima che sulle scale si saluta a malapena. E' questo il piano?
Che i freddolosi vengano banditi! A morte!

C'è anche da aggiungere che il "Dio della Caldaia" (al quale quanto prima sacrificheremo un toro nel tempio) decide motu proprio le fasce orarie migliori in cui elargire il miracolo.
In seguito a ciò può capitare che alle undici di mattina i caloriferi siano caldi (quando la maggior parte della gente è al lavoro) e che alle nove di sera si spengano (quando si mettono davanti alla tv a farsi impaurire dalle notizie tenebrose di questi tempi).
Il buon senso del Dio Caldaia è andato a farsi fottere.
Oppure te lo spiega con quelle fumose argomentazioni scientifiche da imbonitore delle quali non capisci un tubo (e forse nemmeno lui) ma, prostrato, dici che va bene.
In questo panorama si snodano le nostre giornate, quando all'aperto fa più caldino che in casa.
Un Vaffanculo di inusitate proporzioni vi seppellirà.

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