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dom 7 feb 2021
Agghiacciante

Un grido di dolore si leva da Riva del Garda!

Caro Andrea Castelli,
sono un consigliere comunale di Riva del Garda, le scrivo e la disturbo per questioni di Teatro e di sale polifunzionali.
Nella nostra bella città dalla chiusura del teatro Perini negli anni ‘90 non esiste più un teatro all’altezza di questo nome.
Dopo troppi anni finalmente due mesi fa è iniziato il cantiere per la sostituzione del palacongressi e del palatenda con una nuova struttura congressuale con annesso un teatro democratico completo di torre scenica alta poco meno di 25 metri, sotto l’egida di Patrimonio del Trentino s.p.a.. Il progetto era stato valutato a suo tempo da una giuria internazionale e prevedeva un tetto verde sopra la platea utilizzando il retro della torre scenica come cinema all’aperto.
Ora la nuova amministrazione comunale sostiene che il progetto è datato, che la torre scenica è paesaggisticamente impattante e che le nuove tecnologie digitali del teatro la rendono inutile e dovuta unicamente all’età del progetto stesso. Con questi indirizzi stanno chiedendo (e ottenendo) una variante in corso d’opera per eliminare la torre scenica creando una sala polifunzionale dedicata al “teatro olografico”, che considerano il futuro. La Sindaco (così si fa chiamare) ha dichiarato che “Se proprio vogliamo andare all’Opera c’è l’Arena di Verona”.
Come avrà immaginato leggendo non siamo d’accordo, perché riteniamo che il teatro non possa vivere di solo digitale, e che la torre scenica per un teatro sia come il campanile per una chiesa. Stiamo cercando quindi di sensibilizzare la cittadinanza e mobilitare il mondo artistico.

Scusandomi per il disturbo e ringraziandola per l’attenzione,
Porgo cordiali saluti

Gabriele Bertoldi
Consigliere PD di Riva del Garda

Siamo sempre lì: ad ognuno il suo mestiere. E se non si sa una cosa, invece di sparare ignorantate con arroganza, si chieda a chi ne sa di più. Punto. L'ignoranza di certe cose va ammessa in umiltà. Coraggio... cominciamo col vedere di cosa si parla:


Il parere di Marco Bernardi, regista, ex Direttore del Teatro Stabile di Bolzano:

Un teatro senza torre scenica non è un teatro.
Infatti per movimentare scenografie, fondali e altri elementi scenici, l’uso dello spazio soprastante la parte di palcoscenico che il pubblico riesce a vedere seduto in platea durante uno spettacolo è fondamentale.
Questo vale per il teatro musicale (opera, operetta, musical), per il teatro di prosa, per la danza e per il teatro/danza: tutte le forme di spettacolo dal vivo.
Le nuove tecnologie di videoproiezione possono sostituire in qualche caso le scenografie materiali ma si tratta di un numero ridotto di spettacoli.
Anzi oggi si tende a combinare l’uso di scenografie concrete con l’uso di videoproiezioni.
Quindi se si desidera avere un teatro dove sia possibile allestire qualsiasi forma di spettacolo, la torre scenica è indispensabile.
Per quanto riguarda l’altezza della torre scenica, essa dipende dalle dimensioni e soprattutto dall’altezza del palcoscenico dal piano del palco all’arco scenico che è appunto ciò che lo spettatore può vedere. Quell’altezza va raddoppiata e vi si devono aggiungere ancora un paio di metri per graticcia, meccanismi di movimentazione e altre necessità tecniche.
La regola aurea per un teatro è quindi: altezza dell’arco scenico volte due, più altri due metri. Facciamo un esempio concreto di un teatro di dimensioni medie: 8 metri al boccascena, più altri 8 metri, più altri 2, uguale 18 metri circa di altezza della torre scenica.
Un teatro senza torre scenica non è un teatro.
E’ un auditorium o una sala congressi.
Non c’è altro da aggiungere.

Marco Bernardi
regista e direttore di teatro

IL RICORDO.

Ho recitato per anni nelle stagioni di Riva del Garda al Palacongressi e il pubblico non è mai mancato, perché i rivani amano il teatro, ne ho avuto più volte la conferma ed hanno il diritto ad essere trattati meglio. Ho sempre recitato lì con tanta fatica perché, per esigenze di spazio (il Palacongressi non è mai stato un teatro nonostante qualcuno vi si incaponisse) bisognava eliminare tre quarti della scenografia, se non rinunciarvi del tutto, ristudiare tutti gli spazi, rifare le prove di movimento per non intralciarsi con gli altri attori, riprovare gli effetti sonori, tarare da zero i volumi delle musiche per la mancanza di acustica della sala, senza contare che gli effetti di luce erano drasticamente amputati, essendo i fari di una pericolante americana così bassi sul davanti da accecare: si recitava senza quasi vedere. Eppure far presente queste difficoltà ai responsabili mi fruttò un paio di volte espressioni di meraviglia, le stesse di quando si guarda un fanatico che vuole la luna.
Se da una parte tutto ciò era comunque lodevole (che Riva esigesse caparbiamente una stagione di teatro) dall'altra sembrava impossibile che qualcuno non si rendesse conto delle difficoltà per le compagnie di giro che, con certi spettacoli, dovevano sacrificare quasi tutto per una resa modesta, costretta dalla struttura. Per non parlare delle immani fatiche (e anche delle bestemmie) che i macchinisti dovevano sudare per "inventarsi" soluzioni volanti e a volte precarie, quando non addirittura pericolose.
Eppure si faceva, la battaglia non era persa, solo combattuta duramente nella speranza che un giorno o l'altro Riva del Garda si dotasse finalmente di un teatro vero, con questo nome scritto sulla facciata a caratteri stampatello, per amore e per rispetto dei rivani.



LA TORRE SCENICA, COS'E'.

La torre scenica, è il cervello del palcoscenico. È fondamentale. E'quella parte di teatro dietro il boccascena, sopra il palcoscenico; deve avere un'altezza pari o superiore all'altezza del boccascena per permettere il movimento dei fondali e lo sviluppo di tutta la scenografia. Alla sommità avremo il ballatoio e il graticcio con relative carrucole, per consentire la manovra degli elementi scenici. (farina del mio sacco)

La tecnologia oggi viene in aiuto con proiezioni, retroproiezioni e controproiezioni, ma niente, davvero niente è in grado di sostituire una torre scenica ben fatta e alta a sufficienza.
(da Internet)

Una torre scenica che si rispetti deve avere un'altezza doppia rispetto all'altezza dell'arco di proscenio + 2 metri. Per esempio con un'altezza dell'arco di proscenio di 4 metri la torre scenica dovrebbe avere un'altezza di 10 metri (4x2+2). Con una simile altezza è possibile ospitare la graticcia. (da un tecnico)

Ancora mi tocca sentire l'espressione "sala polifunzionale"!
Le "tecnologie digitali del teatro"! Stupidità eletta a sistema. Sprovveduti di conoscenza che non siete altro: la sala polifunzionale esiste da millenni, non è invenzione recente con cui riempirsi la bocca per sembrare acculturati. Si chiama teatro! Imparate bene questa parola ostica per voi, guardate il labiale se non vi riesce: t e a t r o!

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