News
gio 7 gen 2021
Frammenti

  • Le parole di quel Merler,
  • dimostrano ancora una volta
  • che i seminatori di odio
  • sono sempre al lavoro.
  • E trovo incredibile come
  • tanti ignoranti abbocchino
  • se le parole incitano alla violenza.
  • Fa l'avvocato, my God, fa l'avvocato.
  • Ma di chi? Del diavolo?

In America, su altra scala ovviamente, è impressionante vedere come l'ignoranza grassa di un malfattore ricco sollevi tanti rozzi farabutti... Resteremo in pochi, lo so, saremo una minoranza etnica vessata dai prepotenti.
(Ho una certa tendenza a nutrire speranze elitarie...)


A proposito della povera pastora ammazzata a martellate in val dei Mòcheni devo dirvi una cosa: se siete di quelli che avete tirato un sospiro di sollievo quando avete appreso che l'assassino non era "uno dei nòssi" e avete pensato "fin che si ammazzano tra di loro..." et similia avete un problema. Grosso. So che non ve ne rendete conto, ma vi do un consiglio: cancellatevi di fretta dalle mie amicizie e statemi alla larga.
Con effetto immediato, please.






------------------------------------------

Ecco l’errore: farsi troppe domande. La vita è piena di eventi che non hanno una spiegazione. Accadono e basta. Inutile arrovellarci… così anche lì dove una interpretazione, una decodificazione sarebbe praticabile, via, non ci crediamo, non c’interessa.
Sono palesi sciocchezze e perdite di tempo.
Credo dunque che l’ignoranza su questa terra, sempre più diffusa e becera, e cattiva, sia l’antidoto alla disperazione globale e che i benefattori che ce la propinano attraverso tv, politica spazzatura e giornali di merda, siano angeli incaricati di salvarci. Dovremmo ringraziarli. Dovremmo essere riconoscenti alle creature inviateci sulla terra per rimbecillirci col Grande Fratello, tanto per dirne una, con gli indovinelli e i quizzettini, con gli articoli di giornale per idioti, con i politici attuali che fingono di essere odiosi imbecilli. Per il nostro bene. Perché così lo diventiamo anche noi e non ce ne fregherà più niente. Non avremmo più paura di nulla, nemmeno della morte se diventiamo deficienti, pensateci bene. Penseremo solo a noi stessi in una dolce fragranza di egoismo salvifico. Diremmo con orgoglio di non aver mai letto un libro, perché leggere i libri non serve a nulla, se non a farci domande intelligenti in base alle quali soccombere senza risposte, come abbiamo visto… quindi ci farebbe male…
è un circolo vizioso… molto vizioso.


Penso che "giallo rafforzato" voglia dire andare a spasso digrignando i denti... altrimenti non me la spiego.

Gli attori sono fermi da quasi una anno. Non possono fare nemmeno teatro da asporto, come quelli che sventolando grembiuli si lamentano perché vogliono essere rimborsati... Ricordatevelo.
I teatri sono chiusi perché luoghi pericolosi. Pericolosissimi.
Le chiese, no: miracolo!


SOTTOSCRIVO ogni parola di quanto dichiarato qui sotto:

Qualsiasi tentativo di teatro a distanza è destinato a fallire!
Anzi: non si dà, non è. Il teatro è solo quella cosa lì: non si può mediare.
Possiamo fare del teatro documentato, sì, ma rimangono documentari. Il teatro è per definizione “di presenza”, è l’arte pericolosa.
Se lo riprendi con una telecamera diventa un’altra cosa. Non ci sono altre possibilità.
L’unica possibilità è aspettare, farlo in modo clandestino, non lo so. Ma il teatro su internet fa ridere. È una scemenza, una piccola volgarità. Se qualcuno pensa una cosa del genere, significa che il teatro non sa cos’è.
Romeo Castellucci


LA FILA.

De solito i è anziani. A volte i odio. I anziani i g’ha pressa.
No i g’ha ‘n cazzo da far tut el dì ma i prova a passarte davanti. Te sei lì en fila che te spèti de tòr el persùt e i prova.
“Ehi! El varda che sen chì tuti ‘n fila!”
“Ah, scusa, no’l savevo…”
Dopo 'n an de gnockdown no i sa che bisòn far la fila e nar dento uno ala volta. Magari co'la mascherina tirada fin sora 'l nass, perché gh'è tanti che el nass i lo lassa fòra...
Sto far finta de èsser stupidi me manda ‘n bestia.
Ero lì 'n fila davanti al becàr e n’anziana la me fa: “Compermesso” e la taca a butàr. "Ma ‘ndo’ g’ala da córer, no védela, siora, che gh’è la fila?
“Ah… el me scusa... No l’avevo vist…”
Son massa magro.
“Ma” la diss “…domando demò na roba…” e la ziga dento:
“Ghe n’alo carne salada?”
Tuti i se gira a vardarla.
“Sì, siora” el ghe risponde da de dento, “Se l’aspèta ghe la preparo!”
“Ma la me serve luni!”
“Ma ostia ancòi l’è marti!”
Devo star calmo.
"L'era tant da savér..!"

© www.sportrentino.it - strumenti per i siti sportivi - pagina creata in 0,047 sec.

Social