News
mer 11 nov 2020
Radio Nbc!

La radio, che fu il mio primo amore...
Il bello di una storia alla radio è che ti porta via e, come quando leggi un libro, sei tu ad immaginare, paesaggi, volti, suoni. Ascolti, ma intanto, se sei un artigiano, puoi cucire; se sei un pittore puoi disegnare; se sei la donna o l'uomo di casa puoi attendere ai tuoi impegni...
Una storia alla radio libera la tua immaginazione, la tua fantasia e non ti inchioda davanti a un elettrodomestico come fa sempre la tv... (non voglio demonizzare la tv, perché se vuole fa anche cose buone...)

Cominciai alla RAI di Trento, nei primi anni settanta, pensate un po'... ricordo ancora con tenerezza l'emozione fortissima che provai la prima volta a leggere il notiziario del Trentino\Alto Adige... ma ora la RAI di via Perini non mi vuole più, perché... perché? No, meglio che stia zitto. Fatto sta che a radio Trento, e qualche volta anche a Bolzano, ne ho lette tante di storie, ma tante: dai racconti ai radiodrammi, ai libri interi a puntate: da Mario Rigoni Stern a Mauro Corona, da Isabella Bossi Fedrigotti agli autori stranieri, dai poeti e scrittori locali come Marco Pola e Aldo Gorfer, Renzo Francescotti... e avanti così che tutti non me li ricordo... con ottimi riscontri di ascolto. I Direttori che si susseguirono, lungimiranti, continuarono a chiamarmi e ad apprezzare il mio lavoro anche dopo che mi fui licenziato. Bastava chiedere alla Rai di Roma una deroga speciale e potevo lavorare. Poi... poi arrivarono "loro", quelli più intelligenti, dediti al liberismo glaciale oltreché al loro personalissimo clientelismo, peraltro uguale a quello precedente ma di diverso colore. Come sempre. Niente di nuovo, solo loro che credono di essere "moderni". Spacciandosi con alterigia per pragmatici, iniziarono a fare danni che ancora non sappiamo valutare, nemici dei sognatori quindi anche dei libri... Non servivo più. Me lo fecero comunicare da un'imbarazzatissima segretaria proprio mentre stavo per firmare il contratto... Geni al lavoro. Misero sulla bilancia cifre, conteggi, diagrammi e altre puttanate che erano state ficcate a forza nei loro ambiziosi cervellini, per giustificare un disegno più perfido: coglionare prima loro e poi la plebe.

(in questa foto sono proprio alla Rai di Trento, prima dell'arrivo dei "conquistadores"...)

Sappiate invece che sulle belle onde di radio NBC rete Regione, a partire dal 14 novembre, ogni sabato alle 19.40 con replica domenica alle 14.00 ci sarò io con cinque minuti di lettura: le pagine che sono rimaste nel mio cuore. Il programma andrà avanti fino a maggio compreso, e intanto teniamo duro sperando che pochi deficienti, quasi sempre impuniti, consentano alla maggioranza dei disciplinati di sopravvivere.

Nelle prossime puntate lampi di Dino Buzzati (Sessanta racconti), Italo Svevo (La coscienza di Zeno)... Renata Viganò (L'Agnese va a morire), Luigi Meneghello (Libera nos a Malo) Italo Calvino (Il barone rampante)... Anna Frank (Diario, giornata della memoria, dove qualche imbecille dirà ancora che non è mai successo, che la terra è piatta e che il virus non fa niente...)
Auguri!

...



Sono cresciuto con poeti come Ungaretti, Montale… scrittori come Pavese, Sciascia, Fenoglio, Meneghello… Hemingway, John Fante: gente dalla frase asciutta, secca come uno stecco, che ha speso più tempo a togliere, levare, asciugare che a mettere, aggiungere, infiorettare... … scrittori che alla fine ti fanno quasi dire “Forse sono capace anch’io”.
Quelli invece dalle metafore mirabolanti, dalle trovate stupefacenti, dai paragoni stroboscopici mi annoiano a morte perché usano una lingua che loro non parlano, che forse nessuno adopera, preziosismi, barocchismi... perché vogliono esibirsi, stupire a tutti i costi, inventare cose nuove rivelando la loro ignoranza laddove tutto è già stato inventato. Non sono scrittori, sono narcisi, vogliono farsi dire bravo. La bellezza sta nella semplicità rivoluzionaria del contenuto, non della forma.

© www.sportrentino.it - strumenti per i siti sportivi - pagina creata in 0,438 sec.

Social