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sab 31 ott 2020
I velocipedi 2

Pensierino buffo.

Due parole bisognerebbe dirle anche sui ciclisti. Lessi una volta di qualcuno che disse: "Se non hai imparato ad andare in bicicletta prima degli otto anni non sei un ciclista, sei uno che va in bici". Condivido in toto questo pensiero: sono troppi gli "uno che va in bici", i ciclisti dell'ultima ora. Sarà per via degli incentivi (conosco gente che alla parola "incentivo" o, peggio ancora, "gratis" perde ogni residuo di dignità) e della moda delle bici elettriche... boh!
Insomma vedo gente pedalare come paperi in vacanza: col tallone e piedi in fuori, anziché solo con l'avampiede; vedo selle basse con tizi che sfarfallano come seduti sul bidè; altri con la sella troppo alta che menano le chiappe per arrivare ai pedali; quelli che rasentano da incoscienti le uscite di negozi e abitazioni; "ciclisti" di sera la maggior parte senza fanali; biciclette sferraglianti che lo straccivendolo rifiuterebbe; gentili signore eleganti che pedalano col "tacco 12"; "ciclisti" che tagliano gli angoli senza sapere che bisogna allargare per vedere chi c'è dall'altra parte... quelli che vanno contromano e se glielo fai notare rispondono "Lo so!"; quelli che passano tra i tavolini del bar e se glielo fai notare rispondono "Cazzo vuoi?"; quelli che scendono di sella e ti vogliono picchiare perché hanno scambiato il torto per ragione; quelli che sul marciapiede ti suonano il campanello; quelli che devono usare il cellulare pedalando; mamme cicliste educatrici col virgulto sul sellino che attraversano sulle strisce col rosso "Perché non viene nessuno!"...

Quelli che non sono mai andati in bici e ne comperano una elettrica da seimila euro...



Siate "eleganti" in bicicletta per favore...
(altra battaglia persa).

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