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sab 6 giu 2020
"La meraviglia" al Sociale!

Monica Condini foto

Attenzione

Aggiornamento!



Le date per il Sociale, versante piazza, saranno quattro ed esattamente 18, 19, 20, 21 giugno alle ore 21.30. Spero in una piazza poco rumorosa, temo Giove Pluvio e tutti gli inconvenienti che all'aperto possono capitare. Però sono contento di lavorare e rivedere i miei collaboratori, grandi professionisti e il mio formidabile amico Emanuele Dell'Aquila, aiutante ineguagliabile e chitarrista sopraffino. Sono in fibrillazione. E le prove? Dovremo ripassare tutto e cominciare daccapo. Da dicembre non l'abbiamo più messa in scena e non è che uno perché l'ha fatta trenta volte se la ricorda perfettamente. Tanti mi dicono: "Beh, ma l'hai scritta tu, saprai quello che hai scritto, no?"
No.
Nemico per tradizione della fatidica "spressolàda", ossia la cosa fatta in fretta e furia, questa volta sono disposto a rischiare. Vedremo e che gli Dei ci siano propizi.

foto di R. Nardon

QUI LE RECENSIONI AL DEBUTTO DI BOLZANO.





(...) Andrea Castelli riscrive in questo testo il suo personale modo di concepire il monologo e quasi lo fa diventare un paradossale monologo a due. Ci accompagna tra le più disparate stazioni della sua infanzia, tra vacche, tori, zie simpaticammente cimiteriali e cani lievemente psicoalterati, in un mondo antico fatto di poco eppure pieno di occasioni per farsi domande, scoprire il mistero, lasciarsi meravigliare (...)


Paolo Mazzuccato su "Alto Adige", 26.11.2019 (stralcio):

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(...) Castelli in certi momenti dello spettacolo pare ricordare lo stile di Dario Fo, quando gesticola o gioca con abilità sugli effetti sonori del dialetto trentino. Nei passaggi in cui la parola diventa intima e interiore, tutto assume toni delicati. (...)

Massimo Bertoldi su "Alto Adige" 28.11.2019 (stralcio)
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La Meraviglia di Andrea Castelli, è un monologo se non fosse che sono in due. Lui che colma la scena come un fiume in piena e Emanuele Dell’Aquila che regala con la sua chitarra elettrica la base/colonna sonora di questo tuffo nel passato per tutti coloro che, come il sottoscritto, sono affetti da una sorta di sindrome di Peter Pan. (...) No, non è un opera nostalgica, di un artista vissuto che si rivolge ad un pubblico maturo. Dietro alla messa in scena di Castelli c’è molto di più. E’ la storia di quel bambino che c’è dentro ognuno di noi, se lo lasciamo emergere. Divertirsi con poco, sballarsi con un fungo, le zie (molto dark punk) come memoria storica prima che ci fosse Google, dire culo, pisello come se non ci fosse un domani convinti di commettere chissà quale peccato, giocare con il vapore di una locomotiva dall'alto di un cavalcavia… oggi certi giovani per divertirsi hanno bisogno di eccedere, tirano sassi dai cavalcavia, si sballano con droghe, usano i social per farsi una cultura e usano un linguaggio che al confronto cullo e pisello sembrano due benedizioni. C’è il fantasma della vacua società moderna nella “Meraviglia”. Non è mai presente nelle parole ma è saggiamente citato indirettamente in tutta l’opera (...)


Walter Donegà: (stralcio) blog 27.10.2019

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