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dom 3 dic 2017
In copertina

Nelle foto scorrevoli

:

1:"La vedova scaltra" di Carlo Goldoni;
con Gigi Ottoni, regia di Marco Bernardi; teatro stabile di Bolzano.
foto Tommaso Le Pera.2004.

2:"Avevo un bel pallone rosso" di Angela Demattè, regia di Carmelo Rifici, Lugano, Festival Internazionale di Teatro Contemporaneo; 26 settembre 2018. La squadra al completo.
Foto Luca del Pia 2018

3: "Fuori!" con Emanuele dell'Aquila, teatro stabile di Bolzano;
Parco dei Cappuccini a Bolzano, giugno 2018.
Foto Anna Cerrato.

4: "La cucina" di A. Wesker;
teatro stabile di Bolzano; da sin.: Sabrina Fraternali, Jacopo Giacomoni, Federico Vivaldi e Martina Bacher;
regia di Marco Bernardi.
Foto Tommaso Le Pera. 2016

5:"Sanguinare inchiostro" di A. C.; Teatro stabile di Bolzano
regia di Carmelo Rifici
(da sin.:) Christian La Rosa e Enrico Pittaluga
foto Monique (2014)

Pensierino cattivo n°1



Prendermi dell'ignorante da uno zombi con cappello piumato che auspica il ritorno all'Austria Felix di Cecco Beppe per me è un grande onore.

Pensierino cattivo n°2



Costituzionalmente Trento è una città ingrata. Estraggo solo un esempio, dei tanti, dal sacco delle irriconoscenze: il Festival dei film della Montagna di Trento. Ho doppiato i film del festival per quattordici anni. Ero ancora studente quando cominciai e tornavo a casa stravolto ma felice. Quattordici edizioni. Le prime volte in diretta, pionieristicamente, al cinema Dolomiti, con la traduzione italiana che mi veniva consegnata mezz’ora prima quando andava bene. Quattordici anni, quattordici edizioni. Mi piaceva, era una faticaccia, ma la facevo con passione e tutta la professionalità di cui ero capace. Cinque, sei documentari a sera. Il terremoto del Friuli (1976) mi colse proprio lì, al vecchio cinema teatro Dolomiti di via Borsieri, con scene di panico e gente che fuggiva.
Quattordici anni… sette più sette.
Ebbene, ora che ci sono altri sistemi molto più all’avanguardia capisco che quel vecchio modo non serva più, non sono un nostalgico; quello che non capisco è la disconoscenza: da fine anni ottanta ad ora nemmeno un invito, mai un segno, un “ci ricordiamo”, un "beviamoci su"… Nulla di nulla. Silenzio. Cazzate direte, lo so, ma meglio che niente, no? Invece proprio niente.

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