News
lun 16 nov 2015
La critica: Alto Adige

Alto Adige 14 novembre 2015

Un monologo raffinato per un grande Castelli E il pubblico applaude di Massimo Bertoldi.

BOLZANO. Gian Paolo Tomazzini è un sessantenne trentino separato dalla moglie, bravo tipografo, piccolo borghese e qualunquista, che vive con il figlio Cesare prossimo a laurearsi con una tesi dedicata agli studi geoantropologici compiuti dall’irredentista Cesare Battisti. E’ questo il pretesto dal quale si enuclea il materiale narrativo de “La scelta di Cesare”, novità di Pino Loperfido in visione al Teatro Studio del Teatro Comunale di Bolzano e prodotta in sinergia da TSB, Centro S. Chiara di Trento e Coordinamento Teatrale Trentino. Prende corpo uno scontro generazionale, animato da un dialogo immaginario tra padre e figlio. Se la dimestichezza con il computer e internet costituisce un esempio sintomatico di spartiacque tra mondo di ieri e di oggi, è la figura di Cesare Battisti che aleggia come elemento di contrapposizione. Se per il figlio il personaggio storico è stimato come studioso di geografia e uomo di impegno civile, per il padre è invece un sovversivo meritevole di condanna a morte per i valori e gli ideali di cambiamento sostenuti che poi, in una situazione completamente diversa per contesto e dinamiche storiche, si rivelano non dissimili da quelli che muovono il figlio Cesare a compiere, come l’omonimo irredentista, un gesto altrettanto eroico e di grande umanità che pagherà sulla propria pelle subendo gravi conseguenze, al punto tale da lasciare un segno indelebile nel padre, al quale crollano le vuote certezze fatte di luoghi comuni. Andrea Castelli in stato di grazia interpreta questo monologo scritto con cura da Loperfido. Sdoppiato principalmente nel ruolo del padre e del figlio, disegna le due figure a tutto tondo, scavando le diverse personalità e sfumature interiori, modulando con grande padronanza espressiva le sfumature delle battute, i suoni delle parole che si rincorrono in un vortice di emozioni, di rabbia, di affetti e ricordi. I gesti e i movimenti dell’attore sviluppano trame di geometrica precisione, come ha predisposto la attenta e meticolosa regia del giovane e promettente Andrea Brandalise, che ha il pregio di valorizzare le potenzialità artistiche e comunicative dell’attore trentino. L’ambientazione scenografica di “La scelta di Cesare”, un salotto semplice e funzionale predisposto da Roberto Banci, unitamente al supporto musicale offerto dal bolzanino Vittorio Albani, completano e impreziosiscono uno spettacolo riuscito sotto il profilo artistico, emotivamente toccante in certi suoi passaggi tragici e comico in altri momenti, capace di alimentare riflessioni sul difficile rapporto tra genitori e figli, ieri e oggi, e abile nel raccontare fatti storici fondamentali e inquietanti con quella
raffinata leggerezza comica cui sottostà la profondità delle conoscenze. Il racconto dell’arresto e dell’impiccagione di Battisti, come tramandata da nonno Aurelio, diventa un piccolo capolavoro di cronaca e immaginario popolare. Alla fine, i calorosi, intensi e ripetuti applausi del pubblico.

© www.sportrentino.it - strumenti per i siti sportivi - pagina creata in 0,781 sec.
Galleria

Social