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dom 3 dic 2017
In copertina

Nelle foto scorrevoli

:

1:"La rosa bianca" di L. Groag; teatro stabile di Bolzano, regia di Carmelo Rifici con (da sin.:) Alessio Genchi, Pasquale di Filippo, Christian La Rosa, Irene Villa, Gabriele Falsetta, Enrico Pittaluga, Tindaro Granata.
foto Lucio Tonina (2012)

2:"Avevo un bel pallone rosso" di Angela Demattè, regia di Carmelo Rifici, Lugano, Festival Internazionale di Teatro Contemporaneo; 26 settembre 2018. La squadra al completo.
Foto Luca del Pia 2018

3: "Fuori!" con Emanuele dell'Aquila, teatro stabile di Bolzano;
Parco dei Cappuccini a Bolzano, giugno 2018.
Foto Anna Cerrato.

4: "La cucina" di A. Wesker;
teatro stabile di Bolzano; da sin.: Sabrina Fraternali, Jacopo Giacomoni, Federico Vivaldi e Martina Bacher;
regia di Marco Bernardi.
Foto Tommaso Le Pera. 2016

5:"La vedova scaltra" di Carlo Goldoni;
con Gigi Ottoni, regia di Marco Bernardi; teatro stabile di Bolzano.
foto Tommaso Le Pera.2004.

Un tizio, affetto dall’aggettivo che discende direttamente dal verbo latino deficere, cioè mancare, credendo di offendermi mi ha scritto che ormai sono vecchio e che nessuno ride più ai miei spettacoli. A parte il fatto che dev’essere da un bel po’ che non mi segue, rimasto probabilmente fermo agli anni ottanta e alle mie prime storie, va giù duro sulla questione dell’età che avanza ed altri giri di parole poco delicati, come se l’anagrafe fosse una mia colpa. Da questo, secondo me, si deduce facilmente il grado di cultura del soggetto, grado peraltro perfettamente in linea con questi tempi barbari dove pochi cialtroni hanno sdoganato tutti coloro che deficiunt (infatti li hanno votati) e che tanti anni fa si sarebbero molto vergognati ad esprimersi in un certo modo. Per farla corta volevo dire alcune cose a colui che defice: caro tizio vittima pure del verbo ignorare coniugato al participio presente, prima di tutto se tu non ridi mi fa solo piacere perché divertire coloro che ignorano non diverte affatto me; volevo dirti che io non sono più quello che ti faceva ridere trent'anni fa quando te la facevi addosso anche da solo, le persone cambiamo, sai? Si chiama crescita, o esperienza, scegli tu... c'è qualcosa che non capisci in queste due parole? Difficili? Il fatto poi di essere stato procreato anni dopo di me non ti reca alcun merito, è un accadimento solo casuale che ha visto coinvolti (forse casualmente anche loro) i tuoi genitori, mi capisci? Comprendi le mie parole? Tu sei caduto dal pero (anzi dal melo, vista la zona) senza nemmeno accorgertene; parlo troppo in fretta? Infine per concludere ti auguro di arrivarci alla mia età, che non è sempre così facile, sai? Implica uno sforzo. Però ci puoi provare, concentrati, un tentativo non si nega a nessuno...
Ma se avverti subito un forte mal di testa lascia perdere...

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