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mer 1 apr 2015
Alcuni apprezzati messaggi

Buonasera, ti scrivo questo messaggio anche se magari non lo leggerai mai e sarò molto sincera....non amo il genere comico e quando ho saputo del tuo spettacolo non ho pensato di vederlo.....poi ho letto la recensione dell'Adige.....e non ha giocato a tuo favore. Stasera una mia amica mi ha convinta a venire a Rovereto per vederti (lei e una tua fan) e io non ho saputo dire di no. E la ringrazierò per sempre. Non ho visto uno spettacolo comico sulla guerra ma ho visto la guerra, l'ho sentita davvero e l'ho vissuta in tutti i suoi aspetti più importanti...e le parti comiche o meglio "grottesche" l'hanno resa ancora più drammatica e dura. Ci tenevo a fare i complimenti a te e a tutta la compagnia, magari non ti arriveranno ma a me premeva molto farti sapere le mie emozioni. Grazie

Francesca Postinghel

Ringrazio lei e tutti i ragazzi per lo straordinario spettacolo che avete regalato a Borgo sabato sera. Non è stato solo un modo per entrare nella storia nostra e dei nostri avi con grande emozione e passione, ma è stato un momento di riflessione che spero possa far sempre di più riflettere sulle atrocità che qualsiasi guerra porta con sé. Complimenti per la sceneggiatura, ma è stata anche una grande interpretazione artistica di giovani che si sono meritati fino all'ultimo applauso.
Enrico Galvan

Tanti complimenti per lo spettacolo di ieri a Tesero é stato davvero toccante e profondo. L'interpretazione magistrale e le scenografie ci hanno riportato a quei terribili momenti che i nostri nonni e bisnonni hanno vissuto.
Irene Perotti

Sono una Professoressa di un Liceo di Milano, assidua frequentatrice in solitaria, o con gli studenti, dei teatri milanesi, e non solo.
La sera del 6 novembre ho assistito a Trento allo spettacolo di Andrea Castelli "Sanguinare inchiostro" con la regia di Carmelo Rifici, noto a Milano per prestigiose regie.
Ho apprezzato molto la messa in scena, l'ho trovata molto d'effetto, antiretorica per eccellenza. Mi ritrovo nelle affermazioni esplicitate da Rifici nelle note di regia.
Ritengo sia uno spettacolo per i giovani che si trovano allo sbando ed hanno perso la fiducia nei padri e nei grandi. Lo trovo uno spettacolo di scandaglio, ma non denuncia fine a se stessa, ma una forma di comunicazione alle nuove generazioni che studiano la prima guerra mondiale solo sui manuali di storia, ma, purtroppo, " condannati" ad un eterno presente reso assoluto da un passato irrecuperabile.
Con grande maestria viene ben messo in evidenza il dramma personale, e corale, di giovani incastrati in un sistema oppressivo che li costringe a vedere morire i loro compagni e coetanei e che si lasciano trasportare dalla follia della guerra.
Detto ciò, mi chiedo: perché uno spettacolo di questo calibro rimane circoscritto solo ed unicamente al territorio trentino?
In un'Italia che fatica a ricordare la storia, in un'Italia in cui è difficile tenere accesi nei giovani il ricordo e la memoria, in un'Italia i cui giovani hanno difficoltà a capire l'altro senza pregiudizi, non ritenete che uno spettacolo come Sanguinare inchiostro possa essere un monito pedagogico e didattico per intraprendere un dialogo con le nuove generazioni?
Penso che noi adulti abbiamo il dovere di affrontare il passato, per quanto scomodo, come abbiamo il dovere di condividere la memoria.
Capisco le difficoltà e i tagli che vive il teatro oggi, ma, nel centenario della Prima Guerra Mondiale sarebbe un investimento sul futuro.
Purtroppo siamo sempre di passaggio e non godiamo il presente, figuriamoci il futuro.
Porgo i miei più cordiali saluti, oltre ai miei complimenti allo Stabile di Bolzano.
Patrizia Mapelli

Buon giorno e complimenti per il nuovo lavoro teatrale.... mi sono commossa, mio nonno ha combattuto la prima guerra mondiale e mi sono ritrovata immersa nei suoi racconti e nei suoi... silenzi!
Cristina Aldrighetti

Questa sera sono stata ad Ala al Sartori per Sanguinare inchiostro.
Mi è piaciuto molto, mi è piaciuto il contenuto e anche la realizzazione, l'allestimento e la recitazione.
Mi sono anche emozionata, complimenti. Sono tornata a casa con qualcosa sullo stomaco, ma è giusto così, non è facile digerire una guerra. Quella guerra. Tutte le guerre. Volevo solo dirtelo "a caldo", un caro saluto,
Luisa Pachera

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