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lun 12 nov 2018
Incontri

Torino e Milano stavolta -e quest’ultima in modo particolare- sono state molto generose con me. Certe critiche mi hanno addirittura imbarazzato per quanto ricche di lodi verso il mio modo, semplice e scarno (ma studiato, grazie Carmelo) di recitare questa bella parte scritta da Angela Dematté. Devo confessare che mi è sempre venuta facile questa interpretazione, anche all'aiuto -se così posso dire- di mio papà che non c'è più, ma che sentivo e sento dentro di me, una presenza mai così forte come in questo lavoro.
Sarà suggestione, forse, non so dire, ma c'è.
Nel mio spazio dedicato alle recensioni potete leggere, se volete, alcuni estratti degli autorevoli giudizi dei quali sono proprio lusingato. Cose che qui a Trento, rarissimamente sono sfuggite a penne di critici occasionali.
Curiosità: la sera del debutto milanese c'è stata anche una bella sorpresa quando, tra le tante persone che ci attendevano all’uscita del teatro (il Teatro studio del “Piccolo” dedicato ad Anna Melato) è sbucato quel furetto di Giacomo Poretti al quale lo spettacolo era piaciuto davvero tanto. Mi ha fatto molto piacere conoscerlo e molto bello pure parlarci. A cena insieme c’è stata l’occasione, oltre alla soddisfazione di rilassarsi con del buon cibo, per l’immancabile autoscatto a conferma che l’album dei ricordi è una cosa che va rispettata.

In camerino, il giorno dopo il debutto, c’è stato un altro incontro molto importante che, purtroppo, per la grande emozione e per rispetto nei confronti dell'uomo, nessuno ha pensato di documentare: quello con l’onorevole Fausto Bertinotti commosso e riconoscente per la mia interpretazione da lui stesso definita straordinaria. Non ricordo altro se non la mia momentanea paralisi e i suoi occhi rossi per l'emozione che gli ho fatto provare… Non avevo parole e anche Nicoletta è rimasta molto colpita. Al di là di tutto questo voglio anche ringraziare tutti i miei amici attori che sono venuti a salutarmi: da Laura Curino (a Brescia) a Lucia Marinsalta, Enrico Pittaluga, Fabrizio Martorelli, Tindaro Granata, Emiliano Masala, Emanuele dell'Aquila… E tanti altri con i quali mi scuso se li ho tralasciati. Nessuno dei "I Cavalieri" di Aristofane (mi dispiace) a parte Emanuele Dell'Aquila e tralasciando Loris Fabiani che sono andato a vedere al teatro Parenti in un bel lavoro di cabaret con Christian La Rosa (con me in "La rosa bianca", "L'officina" e "Sanguinare inchiostro"): erano impegnati (e molto bene) in "Opera Panica" Cabaret tragico di Alejandro Jodorowsky, molto divertente e curato. Insomma: uscire dopo lo spettacolo dal camerino del Piccolo a Milano, il teatro Studio dedicato ad Anna Melato, era sempre una bella sorpresa. Grazie davvero.
Grazie a tutti.


Noterella

: Essere riconosciuto alla fermata del tram nella centralissima via Torino, a Milano, da una ragazza che aveva visto lo spettacolo la sera prima, non ha prezzo...

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