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mer 3 ott 2018
Giù le mani dal Lagorai!

L’ultima area incontaminata del nostro Trentino.
Se ne sono accorti.
Ci hanno messo un bel po’, perché non sapevano nemmeno dove fosse, il Lagorai, ma ci sono arrivati.
I soldi. Questo è quello che vogliono.
Se la ridono dell’amore per la montagna, il turismo consapevole, l’educazione alla montagna: balle. Frasi fatte da dire nelle occasioni ufficiali o prime delle elezioni.
I soldi.
Che vadano con l’infradito sul ghiacciaio, con le giostre da spiaggia in quota, chissenefrega… i soldi.
Ci racconteranno che beneficeremo tutti dei soldi che loro guadagnano: lo sviluppo…
Ma i soldi subito non si coniugano con la lungimiranza. E allora quando la gente si accorgerà che la discoteca ce l’ha anche in città e sottocasa, cosa viene a fare in val di Fiemme?
Quando si accorgerà che è ormai inutile trovare un luogo che la natura ha miracolosamente conservato intatto, resterà a casa.
Le giostre ci sono anche in città. E i primi ad accusarli saranno i loro figli.

Purtroppo però c'è anche da dire che quando i potentati economici decidono, con le lobby dei politici consenzienti e foraggiati, di mettere le mani su qualcosa prima o poi lo fanno. Possono protestare tutte le stelle del firmamento, ma lo fanno. Anche tardi, ma lo fanno. Quando meno ce lo aspettiamo lo fanno. Hanno già cominciato asfaltando strade forestali, rimaneggiando, anzi "riqualificando", malghe e baiti con architetti "estrosi" per usare una metafora... i nomi? Difficilmente li sapremo.
Comunque a beneficio degli ingenui, SAT compresa, dirò: attenzione, hanno fatto dappertutto così. Una ristrutturazioncina qua, mezza di là, poi misteriosamente scompare la stanga, e la strada (oh miracolo!) si asfalta da sola! Quindi il ristorantino… e la domenica Land Rover, Quad (chissà come si scrive), gipponi e tacco dodici...
Addio pace, addio alla "verità" della montagna, addio al regno del silenzio che questi signori li fa tanto ridere.

Quindi amici, con tristezza vi dico: godiamoci il Lagorai finché dura senza giostre e turisti cafoni attirati con lo zucchero filato dei baracconi da fiera. Godiamocelo prima che diventi parte del Gran Paese dei Balocchi. Sotto c'è qualcosa di grosso.
Il silenzio della Magnifica la dice lunga...

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