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dom 3 dic 2017
In copertina

Nelle foto scorrevoli

:

1: Manifesti a Milano, davanti al Piccolo Teatro di via Rovello.
Novembre 2018

2:"Avevo un bel pallone rosso" di Angela Demattè, regia di Carmelo Rifici, Lugano, Festival Internazionale di Teatro Contemporaneo; 26 settembre 2018. La squadra al completo.
Foto Luca del Pia 2018

3:"La vedova scaltra": con Gigi Ottoni nella parte di Arlecchino. Teatro stabile di Bolzano, regia di Marco Bernardi.
Foto Tommaso Le Pera 2004

4: "La cucina" di A. Wesker;
teatro stabile di Bolzano; da sin.: Sabrina Fraternali, Jacopo Giacomoni, Federico Vivaldi e Martina Bacher;
regia di Marco Bernardi.
Foto Tommaso Le Pera. 2016

5: Emanuele Dell'Aquila in "Pronto soccorso poesia" 2018
foto Anna Cerrato

Pensierino egocentrico



Dite voi se non vi farebbe piacere ottenere una candidatura a miglior attore protagonista di una stagione teatrale, anche se viene da una cerchia ristretta di pubblico amante del teatro che ha visto una settantina di spettacoli in tutta Italia. A voi è mai successo? No?
Eccheccazzo…

Pensierino cattivo n° 1



Anche Trento ha presentato la stagione 2019\2020. Io vi apparirò in chiusura, dal 14 di aprile. E' il regalo di Marco Bernardi prima di abbandonare il suo incarico di consulente al Santa Chiara: due settimane al Cuminetti. Non fosse stato per lui (e Walter Zambaldi direttore a Bolzano)… solo beate chiacchiere e il piacere di ascoltarsi da soli.
Comunque, e non solo per il sontuoso rinfresco, Bolzano alla conferenza stampa ha dato più l'aria della festa per il teatro. C'erano il Sindaco, gli assessori alla cultura di Comune e Provincia, gli sponsor, i rappresentanti dei comuni che aderiscono alla stagione e tanta, tanta gente da affollare la sala grande del teatro; perfino i giornalisti! Poche, ma sentite parole sull'importanza della cultura ("...con la cultura si mangia!" ha detto qualcuno in controtendenza) e poi il rinfresco, organizzatissimo, nell'atrio del teatro. Alle dieci di sera eravamo ancora lì: amici, attori, attrici, organizzatori, estimatori... Il giorno dopo si è tenuta la conferenza stampa per la stagione teatrale di Trento: nella bella ma striminzita saletta non ho visto nessun sindaco, nessun assessore alla cultura, nessun rappresentante di alcunché, solo giornalisti, alcuni teatranti e gli addetti del Santa Chiara. Cinque o sei abbonati. Poi l'austera e noiosa presentazione del Direttore, amante del suono delle sue stesse parole il quale, spettacolo su spettacolo, ha noiosissimamente parlato illustrandoli per più di un'ora, per dire ancora di più di quanto stava scritto sulla brochure… Un globale abbiocco. Poi cortesemente ha invitato anche me ad illustrare il mio monologo cosa che, peraltro, aveva già fatto lui. Naturalmente ho glissato con educazione per non infierire sugli astanti e frantumare loro le palle ulteriormente. Inconsistente l'intervento in apertura del Presidente e quello in finale di un funzionario della Provincia che ha detto cose sentite altre volte. Noia mortale. Nessun brindisi. Nemmeno una patatina. Una nocciolina. Un pistacchio… Braccino corto, dicono...

Pensierino tranquillo\preoccupato



Come c’è il Pronto Soccorso pediatrico ce ne dovrebbe essere uno geriatrico. Non si può tenere una donna di 90 anni sei ore in attesa. Questo è quello che penso del nostro ospedale, peraltro ottimo e all’avanguardia in tutti i servizi che offre. Però a 90 anni entrare alle 16 ed essere finalmente ricoverata alle 24 mi sembra crudele… si perché dopo le sei ore di attesa ce ne sono state altre due di visita ed esami. Capisco le urgenze, ci mancherebbe, ma io penso che a parità di codice i 90 anni abbiano la precedenza. Un’attesa così lunga secondo me può infliggere al paziente molto anziano un duro colpo a quello che già lo tormenta. Non sono un dottore, ma credo che un medico lo sappia. E sorvolo sull’aria condizionata a palla che in un ospedale mi meraviglia molto. Non vuole essere una delle tante lamentele e lagne da internet, la mia, ma una proposta.

Pensierino cattivo n°2



Prendermi dell'ignorante da uno zombi con cappello piumato che auspica il ritorno all'Austria Felix di Cecco Beppe per me è un grande onore.

Pensierino cattivo n°3



Costituzionalmente Trento è una città ingrata. Estraggo solo un esempio, dei tanti, dal sacco delle irriconoscenze: il Festival dei film della Montagna di Trento. Ho doppiato i film del festival per quattordici anni. Ero ancora studente quando cominciai e tornavo a casa stravolto ma felice. Quattordici edizioni. Le prime volte in diretta, pionieristicamente, al cinema Dolomiti, con la traduzione italiana che mi veniva consegnata mezz’ora prima quando andava bene. Quattordici anni, quattordici edizioni. Mi piaceva, era una faticaccia, ma la facevo con passione e tutta la professionalità di cui ero capace. Cinque, sei documentari a sera. Il terremoto del Friuli (1976) mi colse proprio lì, al vecchio cinema teatro Dolomiti di via Borsieri, con scene di panico e gente che fuggiva.
Quattordici anni… sette più sette.
Ebbene, ora che ci sono altri sistemi molto più all’avanguardia capisco che quel vecchio modo non serva più, non sono un nostalgico; quello che non capisco è la disconoscenza: da fine anni ottanta ad ora nemmeno un invito, mai un segno, un “ci ricordiamo”, un "beviamoci su"… Nulla di nulla. Silenzio. Cazzate direte, lo so, ma meglio che niente, no? Invece proprio niente.

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