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dom 3 dic 2017
In copertina

Nelle foto scorrevoli

:

1) con Emanuele Dell'Aquila in "La meraviglia" regia di Leo Muscato, foto di MoniQue al comunale di Gries. Teatro Stabile di Bolzano (2019).
Repliche in corso.

2) con Patrizia Milani in "La professione della signora Warren" di G. B. Shaw, foto Le Pera,
Teatro Stabile di Bolzano, regia di Marco Bernardi (2009).

3) con Fabrizio Gifuni durante le riprese di"L'uomo della speranza" regia di Liliana Cavani, sceneggiato Rai, prodotto da Claudia Mori per "CiaoRagazzi", foto Panato (2005).

4) con Francesca Porrini in "Avevo un bel pallone rosso" di Angela Dematté, regia di Carmelo Rifici, LAC, teatro di Lugano, foto Luca del Pia - Lugano (2018).

5) con Paolo Rossi campione del mondo '82, alla Partita del Cuore. Stadio Briamasco a Trento, foto Panato (1987)

Pensierino libero



Che schifo la politica (chiamiamola così) che per convenienza di setta, di conventicola, dichiara il falso ipocritamente. Per fortuna incarno lo spirito vero del trentino indipendente, mai servo né ruffiano. "Frangar non flectar".

Pensierino egocentrico



Dite voi se non vi farebbe piacere ottenere una candidatura a miglior attore protagonista di una stagione teatrale, anche se viene da una cerchia ristretta di pubblico amante del teatro che ha visto una settantina di spettacoli in tutta Italia. A voi è mai successo? No?
Alla faccia…
Un mese dopo mi comunicano che ho vinto: miglior attore protagonista! Io! Davanti a Pier Francesco Favino, Marco De Gaudio, Carmine Maringola, Enzo Vetrano… Una medaglia alle Olimpiadi!
Mi piace perché questo premio simbolico viene dal pubblico e non da conventicole faziose. Non si vince niente: gente che s’intende di teatro, giornalisti, professori e amici non ammanicati ai giri “che contano” bensì liberi da tutto -tranne che dal piacere del teatro- gira l’Italia per le stagioni più importanti (Torino, Milano, Napoli…) e poi gioca all’Oscar… Bello, no? Può far sorridere, lo so, non ha nessun valore ufficiale, ma per me è importante proprio per questo: è anomalo, differente, inutile, diverso, rivoluzionario e strano.
Cioè tutto quello che piace a me. E ho vinto!


Pensierino feroce



Un tizio, affetto dall’aggettivo che discende direttamente dal verbo latino deficere, cioè mancare, credendo di offendermi mi ha scritto che ormai sono vecchio e che nessuno ride più ai miei spettacoli. A parte il fatto che dev’essere da un bel po’ che non mi segue, rimasto probabilmente fermo agli anni ottanta -anche intellettualmente, suppongo- e alle mie prime storie, va giù duro sulla questione dell’età che avanza ed altri giri di parole poco delicati, come se l’anagrafe fosse una mia colpa. Da questo, secondo me, si deduce facilmente il grado di cultura del soggetto, grado peraltro perfettamente in linea con questi tempi barbari dove pochi cialtroni hanno sdoganato tutti coloro che deficiunt e che tanti anni fa si sarebbero molto vergognati ad esprimersi in certo modo. Per farla corta volevo dire alcune cose a colui che defice: caro tizio vittima pure del verbo ignorare coniugato al participio presente, prima di tutto se tu non ridi mi fa solo piacere perché divertire coloro che ignorano non diverte affatto me; volevo dirti invece che essere stato procreato anni dopo di me non ti reca alcun merito, è un accadimento solo casuale che ha visto coinvolti (forse casualmente anche loro per la teoria del caos) i tuoi genitori, mi capisci? Tu sei caduto dal pero (anzi dal melo, vista la zona di provenienza delle tue cattiverie) senza nemmeno accorgertene; infine ti auguro di arrivarci alla mia età, che non è sempre così facile, sai? Implica uno sforzo, anche intellettuale e sta proprio qui il problema. Ma ci puoi provare, concentrati. Attento però: se senti subito un forte mal di testa lascia perdere... e fatti il solletico così ridi.

Pensierino cattivo n° 1



La banca del signor “X”, cliente da quasi 40 anni, quella dove conosceva tutti e ogni tanto si andava a prendere un caffè insieme, si è rifatta il “look”: luci lancinanti, banconi aerodinamici, sportelli sbarluccicanti e altre architettaggini per soggetti impressionabili. Alla riapertura però tutti i servizi sono magicamente aumentati: conti correnti, bonifici, bla-bla, ecc.

“Vuoi vedere” pensa il signor “X” che da 40 anni affida i suoi soldi alla banca “che fanno pagare ai clienti anche le ristrutturazioni loro?”. Una voce elettronica femminile incanta recitando i numeri come fossero poesie di Leopardi. C’è il distributore rosso uguale a quello del salumiere. E la donna del mistero ti dice pure a che sportello andare ché magari, scemo come sei, finisci nei cessi… Ma non si "va" più allo sportello, si “accede” che pare di essere all’aereoporto di Las Vegas.

Poi quando il signor “X” si accorge che per avere il suo estratto conto, cliente da quasi 40 anni, si deve arrangiare con una stupida macchinetta elettronica perché gli impiegati non hanno più tempo da dedicargli (lui che da 40 anni dà alla banca i suoi soldi) al galantuomo girano vorticosamente i coglioni.


Pensierino cattivo n°2



Prendermi dell'ignorante da uno zombi con cappello piumato che auspica il ritorno all'Austria Felix di Cecco Beppe per me è un grande onore.

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