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dom 3 dic 2017
In copertina

Nelle foto scorrevoli

:

1) 24 febbraio 2020: consegna dell'Aquila di s. Venceslao a Trento in occasione del 70° compleanno.

2) con Patrizia Milani in "La vedova scaltra" di Carlo Goldoni, Teatro Stabile di Bolzano, regia di Marco Bernardi foto Le Pera (2004).

3) con Emanuele Dell'Aquila in "La meraviglia", di A. Castelli, Teatro Stabile di Bolzano; assistenza alla regia di Leo Muscato. Foto MoniQue, 2019.

4) con Francesca Porrini in "Avevo un bel pallone rosso" di Angela Dematté, regia di Carmelo Rifici, LAC, teatro di Lugano, foto Luca del Pia - Lugano (2018).

5) con Antonello Fassari in "Word Box Arena" Stabile di Bolzano, regia di Roberto Cavosi, ph. Monique (2017)

Pensierino triste



Leggo di una lista della Lega all'Università. Secondo me è difficile pensare a studenti leghisti, è una contraddizione in termini... Di certo non voterò per un candidato sindaco che se ne frega della diffusione del virus sulle nostre piste da sci.
A esclusivo beneficio della borsa-impiantisti, naturalmente.

Pensierino propositivo



Il prossimo anno vorrei fare un bel monologo per la Giornata della Memoria... così magari mi danno il Sociale gratis...

Pensierino egocentrico



Dite voi se non vi farebbe piacere ottenere una candidatura a miglior attore protagonista di una stagione teatrale, anche se viene da una cerchia ristretta di pubblico amante del teatro che ha visto una settantina di spettacoli in tutta Italia. A voi è mai successo? No?
Peccato. Mi dispiace.
Un mese dopo mi comunicano che ho vinto: miglior attore protagonista!
Davanti a Pier Francesco Favino, Marco De Gaudio, Carmine Maringola, Enzo Vetrano… Una medaglia alle Olimpiadi!
A voi è mai successo? Nooo? Peccato...
Mi piace perché questo premio simbolico viene dal pubblico e non da conventicole faziose. Non si vince niente: gente che s’intende di teatro, giornalisti, professori e amici non ammanicati ai giri “che contano” bensì liberi da tutto -tranne che dal piacere del teatro- gira l’Italia per le stagioni più importanti (Torino, Milano, Napoli…) e poi gioca all’Oscar… Bello, no?
A voi è mai successo? No?
Può far sorridere, lo so, non ha nessun valore ufficiale, ma per me è importante proprio per questo: è anomalo, differente, anarchico, antifascista, libero, diverso, socialista, rivoluzionario e strano.
Cioè tutto quello che piace a me. E ho vinto!
A voi è mai successo? No? Ma che peccato.


Pensierino feroce



Un tizio, affetto dall’aggettivo che discende direttamente dal verbo latino deficere, cioè mancare, credendo di offendermi mi ha scritto che ormai sono vecchio e che nessuno ride più ai miei spettacoli. A parte il fatto che dev’essere da un bel po’ che non mi segue, rimasto probabilmente fermo agli anni ottanta -anche intellettualmente, suppongo- e alle mie prime storie, va giù duro sulla questione dell’età che avanza ed altri giri di parole poco delicati, come se l’anagrafe fosse una mia colpa. Da questo, secondo me, si deduce facilmente il grado di cultura del soggetto, grado peraltro perfettamente in linea con questi tempi barbari dove pochi cialtroni hanno sdoganato tutti coloro che deficiunt e che tanti anni fa si sarebbero molto vergognati ad esprimersi in certo modo. Per farla corta volevo dire alcune cose a colui che defice: caro tizio vittima pure del verbo ignorare coniugato al participio presente, prima di tutto se tu non ridi mi fa solo piacere perché divertire coloro che ignorano non diverte affatto me; volevo dirti invece che essere stato procreato anni dopo di me non ti reca alcun merito, è un accadimento solo casuale che ha visto coinvolti (forse casualmente anche loro per la teoria del caos) i tuoi genitori, mi capisci? Tu sei caduto dal pero (anzi dal melo, vista la zona di provenienza delle tue cattiverie) senza nemmeno accorgertene; infine ti auguro di arrivarci alla mia età, che non è sempre così facile, sai? Implica uno sforzo, anche intellettuale e sta proprio qui il problema. Ma ci puoi provare, concentrati. Attento però: se senti subito un forte mal di testa lascia perdere... e fatti il solletico così ridi.

Pensierino cattivo n°2



Prendermi dell'ignorante da uno zombi con cappello piumato che auspica il ritorno all'Austria Felix di Cecco Beppe per me è un grande onore.

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