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dom 3 dic 2017
In copertina

Nelle foto scorrevoli

:

1: Manifesti a Milano, davanti al Piccolo Teatro di via Rovello.
Novembre 2018

2:"Avevo un bel pallone rosso" di Angela Demattè, regia di Carmelo Rifici, Lugano, Festival Internazionale di Teatro Contemporaneo; 26 settembre 2018. La squadra al completo.
Foto Luca del Pia 2018

3:"La vedova scaltra": con Gigi Ottoni nella parte di Arlecchino. Teatro stabile di Bolzano, regia di Marco Bernardi.
Foto Le Pera 2004

4: "La cucina" di A. Wesker;
teatro stabile di Bolzano; da sin.: Sabrina Fraternali, Jacopo Giacomoni, Federico Vivaldi e Martina Bacher;
regia di Marco Bernardi.
Foto Tommaso Le Pera. 2016

5:"Sanguinare inchiostro" di A. C.; Teatro stabile di Bolzano
regia di Carmelo Rifici
(da sin.:) Christian La Rosa e Enrico Pittaluga
foto Monique (2014)

Pensierino egocentrico



Dite voi se non vi farebbe piacere ottenere una candidatura a miglior attore protagonista di una stagione teatrale, anche se viene da una cerchia ristretta di pubblico amante del teatro che ha visto una settantina di spettacoli in tutta Italia. A voi è mai successo? No?
Eccheccazzo…


Pensierino tranquillo\preoccupato



Come c’è il Pronto Soccorso pediatrico ce ne dovrebbe essere uno geriatrico. Non si può tenere una donna di 90 anni sei ore in attesa. Questo è quello che penso del nostro ospedale, peraltro ottimo e all’avanguardia in tutti i servizi che offre. Però a 90 anni entrare alle 16 ed essere finalmente ricoverata alle 24 mi sembra crudele… si perché dopo le sei ore di attesa ce ne sono state altre due di visita ed esami. Capisco le urgenze, ci mancherebbe, ma io penso che a parità di codice i 90 anni abbiano la precedenza. Un’attesa così lunga secondo me può infliggere al paziente molto anziano un duro colpo a quello che già lo tormenta. Non sono un dottore, ma credo che un medico lo sappia. E sorvolo sull’aria condizionata a palla che in un ospedale mi meraviglia molto. Non vuole essere una delle tante lamentele e lagne da internet, la mia, ma una proposta.

Pensierino cattivo n°1



Prendermi dell'ignorante da uno zombi con cappello piumato che auspica il ritorno all'Austria Felix di Cecco Beppe per me è un grande onore.

Pensierino cattivo n°2



Costituzionalmente Trento è una città ingrata. Estraggo solo un esempio, dei tanti, dal sacco delle irriconoscenze: il Festival dei film della Montagna di Trento. Ho doppiato i film del festival per quattordici anni. Ero ancora studente quando cominciai e tornavo a casa stravolto ma felice. Quattordici edizioni. Le prime volte in diretta, pionieristicamente, al cinema Dolomiti, con la traduzione italiana che mi veniva consegnata mezz’ora prima quando andava bene. Quattordici anni, quattordici edizioni. Mi piaceva, era una faticaccia, ma la facevo con passione e tutta la professionalità di cui ero capace. Cinque, sei documentari a sera. Il terremoto del Friuli (1976) mi colse proprio lì, al vecchio cinema teatro Dolomiti di via Borsieri, con scene di panico e gente che fuggiva.
Quattordici anni… sette più sette.
Ebbene, ora che ci sono altri sistemi molto più all’avanguardia capisco che quel vecchio modo non serva più, non sono un nostalgico; quello che non capisco è la disconoscenza: da fine anni ottanta ad ora nemmeno un invito, mai un segno, un “ci ricordiamo”, un "beviamoci su"… Nulla di nulla. Silenzio. Cazzate direte, lo so, ma meglio che niente, no? Invece proprio niente.

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