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dom 3 dic 2017
In copertina

Nelle foto scorrevoli

:

1:"La meraviglia". Il mio monologo, ha debuttato a Bolzano il 24 ottobre '19. Con Emanuele Dell'Aquila.


2:"Avevo un bel pallone rosso"
Produzione LAC di Lugano, regia di Carmelo Rifici, testo di Angela Demattè: la squadra al completo sul palco di Lugano.
Foto Del Pia 2018.

3:"I Cavalieri" di Aristofane: con Antonello Fassari Teatro stabile di Bolzano
regia di Roberto Cavosi.
Foto Tommaso Le Pera 2018.

4: "Sanguinare inchiostro" di A. Castelli;
teatro stabile di Bolzano, regia di Carmelo Rifici;
Lucia Marinsalta in scena. foto Monique, 2014.

5: "La meraviglia la squadra al completo
con (da sin.) Giuseppe Zappini (fonico) Emanuele Dell'Aquila, Leo Muscato, Nicoletta, io, e accosciati Tessa Battisti (scene), Rebecca Slompola stagista, Denis Fontanari (Luci).
Teatro stabile di Bolzano,
foto Monique, 2017.

Pensierino egocentrico



Dite voi se non vi farebbe piacere ottenere una candidatura a miglior attore protagonista di una stagione teatrale, anche se viene da una cerchia ristretta di pubblico amante del teatro che ha visto una settantina di spettacoli in tutta Italia. A voi è mai successo? No?
Alla faccia…
Un mese dopo mi comunicano che ho vinto: miglior attore protagonista! Io! Davanti a Pier Francesco Favino, Marco De Gaudio, Carmine Maringola, Enzo Vetrano… Una medaglia alle Olimpiadi!
Mi piace perché questo premio simbolico viene dal pubblico e non da conventicole faziose. Non si vince niente: gente che s’intende di teatro, giornalisti, professori e amici non ammanicati ai giri “che contano” bensì liberi da tutto -tranne che dal piacere del teatro- gira l’Italia per le stagioni più importanti (Torino, Milano, Napoli…) e poi gioca all’Oscar… Bello, no? Può far sorridere, lo so, non ha nessun valore ufficiale, ma per me è importante proprio per questo: è anomalo, differente, inutile, diverso, rivoluzionario e strano.
Cioè tutto quello che piace a me. E ho vinto!


Pensierino feroce



Un tizio, affetto dall’aggettivo che discende direttamente dal verbo latino deficere, cioè mancare, credendo di offendermi mi ha scritto che ormai sono vecchio e che nessuno ride più ai miei spettacoli. A parte il fatto che dev’essere da un bel po’ che non mi segue, rimasto probabilmente fermo agli anni ottanta -anche intellettualmente, suppongo- e alle mie prime storie, va giù duro sulla questione dell’età che avanza ed altri giri di parole poco delicati, come se l’anagrafe fosse una mia colpa. Da questo, secondo me, si deduce facilmente il grado di cultura del soggetto, grado peraltro perfettamente in linea con questi tempi barbari dove pochi cialtroni hanno sdoganato tutti coloro che deficiunt e che tanti anni fa si sarebbero molto vergognati ad esprimersi in certo modo. Per farla corta volevo dire alcune cose a colui che defice: caro tizio vittima pure del verbo ignorare coniugato al participio presente, prima di tutto se tu non ridi mi fa solo piacere perché divertire coloro che ignorano non diverte affatto me; volevo dirti che il fatto di essere stato procreato anni dopo di me non ti reca alcun merito, è un accadimento solo casuale che ha visto coinvolti (forse casualmente anche loro) i tuoi genitori, mi capisci? Tu sei caduto dal pero (anzi dal melo, vista la zona di provenienza delle tue cattiverie) senza nemmeno accorgertene; infine ti auguro di arrivarci alla mia età, che non è sempre così facile, sai? Implica uno sforzo. Ma ci puoi provare, concentrati. Attento però: se senti subito un forte mal di testa lascia perdere...

Pensierino cattivo n° 1



Anche Trento ha presentato la stagione 2019\2020. Io vi apparirò in chiusura, dal 14 di aprile. E' il regalo di Marco Bernardi prima di abbandonare il suo incarico di consulente al Santa Chiara: due settimane al Cuminetti. Non fosse stato per lui (e Walter Zambaldi direttore a Bolzano)… solo beate chiacchiere e il piacere di ascoltarsi da soli.
Comunque, e non solo per il sontuoso rinfresco, Bolzano alla conferenza stampa ha dato più l'aria della festa per il teatro. C'erano il Sindaco, gli assessori alla cultura di Comune e Provincia, gli sponsor, i rappresentanti dei comuni che aderiscono alla stagione e tanta, tanta gente da affollare la sala grande del teatro; perfino i giornalisti! Poche, ma sentite parole sull'importanza della cultura ("...con la cultura si mangia!" ha detto qualcuno in controtendenza) e poi il rinfresco, organizzatissimo, nell'atrio del teatro. Alle dieci di sera eravamo ancora lì: amici, attori, attrici, organizzatori, estimatori...
A Trento gli assessori alla cultura se ne fanno un baffo del teatro. Mai visti alla conferenza stampa. Ma che faranno? Mah...

Pensierino tranquillo\preoccupato



Come c’è il Pronto Soccorso pediatrico ce ne dovrebbe essere uno geriatrico. Non si può tenere una donna di 90 anni sei ore in attesa. Questo è quello che penso del nostro ospedale, peraltro ottimo e all’avanguardia in tutti i servizi che offre. Però a 90 anni entrare alle 16 ed essere finalmente ricoverata alle 24 mi sembra crudele… si perché dopo le sei ore di attesa ce ne sono state altre due di visita ed esami. Capisco le urgenze, ci mancherebbe, ma io penso che a parità di codice i 90 anni abbiano la precedenza. Un’attesa così lunga secondo me può infliggere al paziente molto anziano un duro colpo a quello che già lo tormenta. Non sono un dottore, ma credo che un medico lo sappia. E sorvolo sull’aria condizionata a palla che in un ospedale mi meraviglia molto. Non vuole essere una delle tante lamentele e lagne da internet, la mia, ma una proposta.

Pensierino cattivo n°2



Prendermi dell'ignorante da uno zombi con cappello piumato che auspica il ritorno all'Austria Felix di Cecco Beppe per me è un grande onore.

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